sabato 19 febbraio 2011

Il Cremlino (parte IV)



CATTEDRALE DELL’ASSUNZIONE  (Uspenskij sobor) – Dai tempi dell’Antica Russia, questo era il centro della vita politica e spirituale dell’impero: qui si svolgevano processioni solenni e cerimonie fastose, qui  furono incoronati i gran principi di Mosca e poi gli zar, a partire da Ivan il Terribile, anche quando la capitale era San Pietroburgo. Alcuni vi si sposarono, come il “falso Dimitrij” che nel 1606 vi celebrò le nozze con Marina Miniszek. Altri infine, di origine straniera, scelsero questo luogo, il più sacro di tutti, per convertirsi alla fede ortodossa.
Il favoloso santuario non è il primo costruito in questo sito: nel XII secolo vi si erigeva una chiesa di legno e nel  1325 vi fu costruita una cattedrale di pietra per ordine di Ivan Kalita, quando il metropolita Pietro si insediò al Cremlino.
Nel 1472 fu decisa la costruzione di una chiesa nuova che crollò prima di essere completata. La leggenda dice che i capimastri russi, vedendovi un segno del cielo, si rifiutavano di riprendere i lavori e che per questo motivo si decise di chiamare un architetto straniero: ed è così che, tra il 1475 e il 1479, Aristotile Fioravanti, originario di Bologna, condusse in porto la costruzione.



ESTERNO – La cattedrale colpisce per il suo aspetto maestoso, senza dubbio un po’ austero, ma straordinariamente armonioso. La facciata principale dell’edificio, rivolta alla piazza, è sontuosamente decorata, cosa facilmente comprensibile, giacché da questa parte entravano i cortei ufficiali: una maestosa scalinata conduce al portale, costituito da una serie di archi a tutto sesto di dimensioni decrescenti. Sopra a questo figurano delle pitture murali (immagni di santi e la Vergine con il Bambino) eseguite da maestri anonimi del XVII secolo.


INTERNO – È rimasto praticamente invariato dalla consacrazione del santuario: tolgono il fiato gli affreschi che coprono ogni centimetro quadrato dei muri e dei quattro grossi pilastri centrali, nonché le innumerevoli icone che vi sono esposte.
Davanti all’iconostasi principale, sul lato destro, si può osservare il trono di Monomaco: un inginocchiatoio di legno del 1551, finemente scolpito, destinato a Ivan il Terribile. Le sculture illustrano le gesta dei principi di Vladimir e il trasferimento delle insegne del potere religioso, detenuto un tempo dall’imperatore bizantino Constantino Monomaco, da Bisanzio alla Russia.
Così veniva stabilita una filiazione simbolica tra il capo dell’Impero d’Oriente e lo zar, attraverso i principi di Kiev e di Vladimir, e il diritto per Mosca di rivendicare il titolo di “terza Roma”. Il trono di pietra bianca sormontato da un baldacchino, che si trova accanto a questo, è quello del Patriarca (XV secolo). Infine, vicino al pilastro di sinistra si trova l’inginocchiatoio delle zarine, anch’esso sormontato da un baldacchino del XVII secolo. A destra dell’entrata si trova una stupefacente “tenda”, le cui pareti, coronate da “kokosniki”, sono costituite da una grata di ferro delicatamente battuto, amotivi floreali. È stata eseguita nel 1624 da Dimitrij Sverckov ed era destinata ad accogliere le reliquie del patriarca Ermogene.



L’iconostasi principale (di fronte all’entrata) risale al 1653 ed è stata eseguita da maestri di Jaroslav  e di Kostroma, come Josif Vladimirov e Konstantin Ananin. Su questa iconostasi a quattro registri, la diesis comprende le immagini dei dodici apostoli, com’è previsto dalla tradizione greca. A sinistra delle porte sante è situata una copia – eseguita nel XVI secolo e incorniciata in argento – della famosa Vergine di Vladimir. Infine, nella parte destra del registro inferiore compare un “Salvatore infuriato” (del 1340 ca), la cui espressività non è abituale nelle rappresentazioni di Cristo.



Sulla parete nord si allineano icone straordinarie. Tra queste, in particolare, “Miracolo e morte dell’Arcangelo Michele” (inizio XVII secolo), un “S. Alessandro” circondato da 129 scene della sua vita (Mosca, 1547 ca), la “Vergine di Bogoljubovo” (monastero di Solovetzki, 1574), e, in fondo, l’icona in cui sono rappresentati su un lato S. Giorgio (Novgorod, XI – XII secolo) e sull’altro la Madonna con Bambino (XV secolo). Sulla parete opposta, accanto all’ingresso principale, si possono osservare una serie di icone eseguite da Dionisij (XV – XVI secolo). Tra esse, un “Giudizio universale” e un “Apocalisse”.
Per ultimo, i dipinti murali, eseguiti tra il 1642 e il 1644. quelli delle pareti nord e sud rappresentano i sette concili ecumenici organizzati tra il IV e il VII secolo. Secondo la tradizione, la parete ovest è riservata al Giudizio universale, con i peccatori in basso a sinistra e i Giusti a destra. Infine, i pilastri sono coperti dalle immagini di più di cento santi e martiri.



CHIESA DELLA DEPOSIZIONE DELLA VESTE (Tzerkov Rizpolozenja) – Impossibile non rimanere incantati di fronte a questa chiesetta, che sembra nascondersi timidamente dietro alla cattedrale dell’Assunzione… si tratta di una cappella privata dei Patriarchi, a cupola unica, costruita intorno al 1485 al primo piano di un edificio (destinato a custodire i tesori del metropolita) da un gruppo di architetti della scuola di Pskov. Si entra in una galleria a gomito (aggiunta nel XVII secolo) che segue due lati della cappella, nella quale sono esposte icone in bassorilievo e statue di legno policromo (queste ultime sono molto rare in Russia perché molte furono distrutte dagli incendi e perché la Chiesa ortodossa russa non apprezzava questa forma d’arte, che ricordava molto il paganesimo). Tra esse, si possono ammirare “S. Nicola di Mozajsk” (metà del XVII secolo) e il bassorilievo del Calvario (XVIII secolo) proveniente dal monastero dei Miracoli.


L’interno della minuscola chiesa è letteralmente coperto da affreschi, eseguiti nel 1644 da tre pittori di icone: Sidor Pospeev, Ivan Borisov e Semion Abramov, con colori molto vivaci e allegri. Sui pilastri si vedono dei ritratti (idealizzati) di principi e di zar (di nuovo, si tratta di mostarre la discendenza divina dei sovrani russi) e di santi russi arcaici, come Boris e Gleb, nonché le immagini di vari metropoliti. Attirano l’attenzione anche le tre pareti dedicate alla vita della Vergine, dove compare, in particolare, una pregevole “Natività di Cristo”.
L’iconostasi a quattro registri è in gran parte originale: nella parte più alta, i profeti; sotto, le feste del calendario ortodosso (Natività, Resurrezione di Lazzaro, Epifania, ecc.); poi la diesis dove, alle due estremità, sono rappresentati i primi “santi gerarchi” di Mosca: i metropoliti Pietro (a sinistra) e Jonas (a destra), al quale si deve la costruzione della chiesa. Nel registro inferiore, a sinistra della porta reale, si possono vedere la “Trinità” eseguita da Nazarij Istomin (XVII secolo) e a destra l’icona della “Deposizione della Veste”, un opera del XVIII secolo.



LA DEPOSIZIONE DELLA VESTE – questa festa ortodossa russa (15 luglio) commemora il trasferimento della veste della Vergine dalla Palestina a una chiesa di Costantinopoli. Per i russi, l’evento è reso ancor più sacro dal fatto che il 15 luglio 1451 un principe tartaro rinunciò ad assalire il Cremlino, che assediava da vari giorni. Da questo a dire che la Vergine aveva qualche cosa a che fare con questa ritirata tanto repentina quanto inattesa, c’era solo un passo…, anche se gli storici attribuiscono la ritirata a disaccordi sopravvenuti all’improvviso tra gli assedianti.

1 commento:

Clara ha detto...

WOW........... mi lasci sempre senza parole!!!!

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